La sedia Ghost, figlia dell’estro creativo di Cini Boeri e di Tomu Katayanagi, è sicuramente uno dei capolavori del design italiano che ha segnato la storia dell’arredamento internazionale. Sinuosa, invisibile ed originale, cattura lo sguardo ed il cuore di chiunque la osservi.

Con questo articolo vogliamo illustrarvi i segreti e le curiosità di questa perla del made in Italy.

LA SFIDA DI CINI BOERI

Tomu Katayanagi, senior designer dell’azienda italiana Fiam, suggerì all’architetto Cini Boeri, con la quale collaborava già da tempo, di creare una poltrona in vetro.

«Era contraria a ogni mio principio» ricorda la designer italiana, «il vetro è freddo e da una sensazione di fragilità. Non garantisce il confort e una poltrona, al contrario, deve offrire calore, comodità e sicurezza».

La proposta sembrava apparentemente irrealizzabile e contraria al gusto della designer ma, quando vide le magiche forme di carta di Katanagi, Cini Boeri decise di accettare la sfida e provare a realizzare ciò che riteneva impossibile.

LA NASCITA DELLA SEDIA INVISIBILE

La mente creativa dell’architetto si mise presto all’opera e, assieme allo staff di Fiam, riuscì a realizzare una sedia “invisibile” con un unico pezzo di vetro sapientemente piegato a formare seduta, schienale e braccioli.

La poltrona Ghost è quindi un elemento innovativo perché ha rivoluzionato il concetto di seduta sia da un punto di vista fisico che visivo. Le linee delicate e trasparenti che sembrano quasi disegnare un’onda marina, danno a questa poltrona una bellezza eterea e senza fine. Nonostante la leggerezza della struttura, lo spessore del vetro è di soli 12 mm, la poltrona è molto resistente e può accogliere fino a 150 kg di peso. La Ghost oggi è un pezzo cult del design, un classico contemporaneo esposto nei principali musei del design tra cui il Moma di New York.

CURIOSITA’

Nel 2017 per festeggiare il 30° anniversario della poltrona, la Fiam fece realizzare ai propri designer una collezione di mini Ghost.

Ogni pezzo doveva essere decorato con i colori scelti direttamente da Cini Boeri, le cui tonalità variavano dal blu all’azzurro, per richiamare un riflesso del colore del vetro. La collezione fu messa all’asta ed il ricavato devoluto in beneficenza.

Maggiori informazioni